lunedì 29 aprile 2013

Superbrothers: Sword & Sworcery EP (PC - Recensione - Ripescaggio)

Il mondo degli sviluppatori indipendenti sta sempre prendendo più spazio nel campo dei videogiochi con prodotti d’immenso valore, che spesso sono sviluppati da una sola persona. Gli esempi sono dei più disparati: potremmo citare la rivelazione mondale di Minecraft, l’emozionante e strappalacrime storia di To the Moon, l’angosciante e terrorizzante ambientazione di Lone Survivor o, per concludere, l’entusiasmante Fez che tanto sta facendo parlare di sé e dei suoi enigmi. Pur sprovvisti di budget astronomici, gli indie riescono a creare mondi molto più fantasiosi rispetto ad alcune facoltose produzioni tripla A, racchiudendo il tutto in pochi ma significativi pixel. Uno dei capostipiti di questa categoria è per molti versi Superbrothers: Sword & Sworcery EP.

Il giocatore è catapultato in un test nel quale gli viene chiesto di governare la protagonista del gioco, definita come The Scythian, la quale dovrà attraversare un viaggio onirico in cui si affronteranno combattimenti contro mistiche creature e si vagherà per le lande magiche del regno dei sogni, il tutto scandito dal passare delle fasi lunari. Soprattutto quando si parla di produzioni indie, diventa difficile far rientrare un prodotto tanto particolare in un singolo genere: potremmo questo gioco come un action adventure, con meccaniche da avventura grafica punta e clicca (che nella versione per iOs si effettuano tramite il touchscreen) e un po’ di puzzle game. 
Benché per la maggior parte del tempo dovremo errare lungo la misteriosa foresta, il gioco si concederà momenti d’azione in cui si dovrà sfoderare la spada (ruotando di novanta gradi il dispositivo iOs oppure premendo il tasto destro del mouse nella versione PC) e combattere con due semplici input: attacco e difesa. Attraverso gli aiuti sonori e un buon tempismo ogni scontro sarà però facilmente espugnabile. Per favorire l’utenza PC, che avrebbe trovato eccessivamente difficile gestire tali situazioni esclusivamente con il puntatore del mouse, è stato reso possibile utilizzare rispettivamente i tasti X e Z della tastiera per migliorare la precisione di esecuzione delle mosse. 
Per avanzare nella storia dovremo anche fare ricorso alla magia che ci permetterà di risolvere piccoli enigmi in cui incapperemo sulla nostra strada. Essi spesso si limitano alla pressione in successione di alcuni punti sullo schermo seguendo degli schemi, che bisognerà con un po’ di trial & error, con trovate stilistiche eccezionali, ma in alcuni casi arrivano a dei livelli di astrazione tale che è quasi difficile comprendere cosa sia necessario fare. In questi momenti viene in contro al giocatore la possibilità di chiedere aiuto attraverso Twitter, il quale è costantemente disponibile durante l’avventura, è va a creare così una nuova forma di multiplayer sociale dove poter aiutare ed essere aiutati.
Le critiche più forti che si possono muovere a questo prodotto derivano esclusivamente dalla longevità, che si attesta intorno a quattro o cinque ore, e al fatto che non vi sia alcun spunto di rigiocabilità se non quello di poter riascoltare le eccellenti musiche.

La fredda analisi di quest’opera non lascia trasparire l’immensa qualità artistica che vi risiede. In pochi pixel i ragazzi di CAPY Games riescono a ricreare un mondo vivo, magico ed emozionante, in cui ogni cosa è al suo posto e la si può toccare. Ogni schermata è un dipinto a quadretti in cui poter ammirare fino al minimo particolare, tanto che nella versione per personal computer il cursore del mouse quasi sporca l’immagine.
Anche i personaggi godono di una caratterizzazione molto forte, nonostante siano composti da pochi cubetti (ad esempio è praticamente impossibile riconoscere il sesso della protagonista). In tal senso contribuiscono tanto anche i testi in prima persona plurale, purtroppo completamente in inglese (nel frattempo è uscita una traduzione amatoriale che potete trovare qui), che tendono a mescolare termini ormai non più di uso comune e neologismi, in un risultato di grande effetto che in certi casi spiazza il giocatore con discorsi astratti e non prettamente inerenti al gioco. 
Se tutto ciò non bastasse per definire questo gioco opera d’arte, bisognerebbe tenere conto anche delle eccezionali musiche e gli effetti sonori creati da Jim Guthrie. Siamo di fronte alla miglior colonna sonora in assoluto su dispositivi portatili e probabilmente anche su PC. Ogni suono è nel posto giusto al momento giusto, molte volte sarà necessario farsi guidare dai suoni per risolvere alcuni passaggi, mentre la musica ci trascinerà costantemente durante tutta la durata di questa esperienza. Il mio consiglio è quello di giocare con il miglior setting audio a vostra disposizione: escluderlo completamente sarebbe equiparabile ad un crimine contro l’umanità. Durante l'avventura sarà anche possibile incontrare il cantautore stesso, il quale ci inviterà a sedere in contemplazione di una sua esecuzione, nella quale una semplice chitarra scordata può diventare una band completa grazie alla magia e all'immaginazione. 
Per chi ha intenzione di acquistare la versione PC tramite Steam avrà la gradita sorpresa di trovare la colonna sonora compresa nel download, per gli altri invece l’album è disponibile attraverso iTunes o, per chi se ne intende, è anche sì possibile reperire il vinile in edizione limitata.

Un’esperienza che affascina e ammalia dall'inizio alla fine. Un viaggio retro, criptico e mai completamente esaustivo. Un esperimento in cui si mette nelle mani di un giocatore il destino di un’avventuriera e gli si chiede di proseguire in un doloroso cammino, attraverso delle domande, senza imposizioni o obblighi morali.
Probabilmente un’opera che si ama o lascia indifferenti. A nostro avviso è egualmente godibile sia su PC che su iOs, ma la sensazione di stringere le sorti della protagonista e sentire il suo dolore tra le mani con un iPad resta impagabile.

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